ICONA

Warhol, Campbell soup cans

Icona pop, icona rock, del cinema o di stile. Pezzo icona (nel design, nella moda). Gioiello icona. Una parola un filino abusata, di quelle che nei comunicati stampa si usano come il prezzemolo. E così si finisce per  svuotarle di senso e a farle diventare inutili e anche un po’ stucchevoli. Da un lato, quindi, la metterei nella black list. Però è anche una bellissima parola, con una storia interessante. E’ ricca di significati che, se la si usa con parsimonia e al momento giusto, è pronta a restituire.

Le sue origini hanno il profumo dei Balcani e dell’Oriente. Viene dal greco antico εἰκών, che vuol dire “immagine”. In epoca bizantina e poi nella Russia del medioevo e degli Zar la si è usata per definire i dipinti su tavola che rappresentano il divino. Icona, fin da allora, è intesa come elemento visivo di grande potenza evocativa, come simbolo.

 

Madonna con il bambino, fine XV sec – Andrei Rublev Museum

Nel  design un oggetto diventa icona quando per coerenza, economia interna, forza intuitiva e semplicità diventa modello e capostipite.  Non si può appiccicarla a qualunque cosa, ma solo ai progetti che dicono davvero qualcosa di nuovo. Oggetti vivi, non da museo, capaci di dare lo stimolo per altre visioni e idee.

Vitra Miniatur Collection, da vitra.com

Carisma naturale, eleganza e  la bellezza di un gesto e di un attimo, o di tanti gesti e attimi messi insieme, e si diventa icona di femminilità. O comunque dell’idea di femminilità dell’epoca. 

Marilyn Monroe, immagine da marieclaire.co.uk

Ma icona è anche la stessa immagine. Uno scatto felice, magico, pieno di significato, che a volte rischia, proprio perché abusato di perdere parte  sua forza originaria, un po’ come le parole consumate dal troppo uso, e da icona quasi finisce per diventare stereotipo visivo. In questo caso per riassaporare la bella di una foto capolavoro, bisogna cercare di guardarla come se fosse la prima volta.

Che, scatto di Roberto Korda

Succede anche che le icone si incontrino e diventino quasi una cosa sola: come Jimi Hendrix e la sua mitica Stratocaster. Personaggio e oggetto, simboli di un modo di essere e di vivere.

Jimi Hendrix, Monterey 1967

E poi c’è chi, come Andy Warhol, con le icone ci gioca, diventando icona lui stesso.

Senza dimenticare le icone,  molto più understatement ma  utilissime, che clicchiamo, sfioriamo o trasciniamo sui monitor che accompagnano le nostre giornate. Forse sono loro le vere icone pop di oggi.

 

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